Lettere

paolo con pergamene, longarettiNe conosciamo 13. Si tratta di scritti occasionali che maturano come risposte a problemi presenti nelle comunità (dove Paolo si era recato o si recava); vere e proprie riflessioni teologiche; semplici biglietti.
Alcune “lettere” nascono in un contesto di prigionia, altre sono destinate a una precisa persona e toccano questioni essenzialmente pastorali.

Attraverso questi scritti Paolo pensava, semplicemente, di mantenere i contatti con le Chiese e i loro capi, istruendoli, incoraggiandoli e spronandoli.
Gli scritti di Paolo non vengono redatti di getto, ma sono il frutto di una attenta riflessione. In certi casi la trama narrativa viene eseguita con particolare cura, valorizzando le arti retoriche e le strategie narrative diffuse nel I secolo.

Come leggere le Lettere di San Paolo? (pdf 29Kb)

Destinatari delle Lettere di Paolo:
Romani: scritta a Corinto nel 57-58 d.C. in occasione del suo terzo viaggio. La lettera ai Romani contiene la sintesi più esauriente (anche se non completa) dell’interpretazione di Paolo del messaggio cristiano, in preparazione della sua visita a Roma. Con argomentazioni coerenti, dimostra come le promesse fatte da Dio ad Abramo siano state mantenute e come i gentili (non ebrei e pagani)) partecipino a quelle promesse: non attraverso l’osservanza della legge ebraica, ma semplicemente attraverso la fede che era, dice Paolo, il modo in cui Dio aveva sempre trattato con gli uomini.

corinto, scavi1Corinzi: scritta da Efeso nel 54-56 d.C. durante il suo terzo viaggio, è la risposta di paolo a notizie inquietanti: la chiesa era nel caos. Le fazioni abbondavano; i componenti si citavano in giudizio vicendevolmente; l’immoralità era diffusa; la Cena del Signore era occasione di ubriachezza e ingordigia e si abusava dei doni speciali dati dallo Spirito Santo per edificare la chiesa. Paolo doveva essere disperato, ma la chiave di tutto era l’amore per gli altri (capitolo 13).
2Corinzi: La prima lettera di Paolo non aveva risolto i problemi e la sua visita aveva peggiorato le cose. Anche qui offre pagine indimenticabili, soprattutto difende fermamente la sua autorità apostolica. E’ datata, probabilmente, tra l’estate e l’autunno del 57 d.C.

Galati: In questa dura lettera Paolo scrive che la chiesa ha abboccato alla menzogna che si dovesse diventare ebrei prima di poter essere cristiani. Paolo rimprovera energicamente questo errore, indicando Gesù che, dice, ci salva tutti attraverso la fede. Questa lettera è stata scritta probabilmente prima del Concilio di Gerusalemme del 50 d.C., il che ne fa una delle prime lettere del Nuovo Testamento.

Efesini: Scritta intorno al 60 d.C. da Roma, era probabilmente una circolare, dal momento che il manoscritto antico più affidabile omette le parole “in Efeso” (Efesini 1,1) e la lettera non contiene riferimenti personali, nonostante Paolo conoscesse bene quella chiesa. Scrive, in primo luogo che la morte di Gesù fa parte del progetto divino sin dall’inizio e che è solo attraverso Gesù che tutto ha senso e, in secondo luogo, dimostra come i cristiani possano tradurre ciò nella vita pratica quotidiana.

Filippesi: Scritta da Roma intorno al 60-62 d.C., questa lettera gioiosa ringrazia la chiesa per i doni inviati durante gli arresti domiciliari di Paolo. Egli aveva fondato quella chiesa, la sua prima in Europa, da più di dieci anni. La lettera è completamente incentrata su Gesù e contiene una bella descrizione di come il Figlio di Dio sia diventato uomo (Filippesi 2,5-11).

Colossesi: Scritta insieme alla lettera agli Efesini (con la quale presenta molte affinità), questa epistola affronta le eresie che si erano insinuate nella chiesa, soprattutto le credenze relative a Gesù. Persone che ritenevano di avere speciali intuizioni segrete e sostenevano che certe regole religiose avrebbero aiutato gli altri a crescere spiritualmente distoglievano i credenti dalla fede nel solo Gesù. Paolo però scriveva che, se Cristo era totalmente Dio, non c’era bisogno di nient’altro e nessun altro.

1 e 2 Tessalonicesi: Paolo era stato scacciato da Tessalonica durante il suo secondo viaggio, perciò non aveva avuto il tempo di fondarvi una chiesa. Incoraggiato dalle buone notizie riferitegli da Timoteo, scrisse queste due lettere (intorno al 50-51 d.C.) per incoraggiarli ad andare avanti. Entrambe le lettere concentrano l’attenzione sul ritorno di Gesù perché i Tessalonicesi erano preoccupati per quanti erano morti prima di questo ritorno.

1 e 2 Timoteo: Queste lettere, dette “pastorali”, sono indirizzate al collaboratore che Paolo aveva preso con sé quand’era un adolescente appena convertito e sono piene di consigli pratici su come guidare una chiesa e sull’importanza della vita e del carattere di un individuo. La prima lettera è stata scritta dopo la liberazione dagli arresti domiciliari a Roma, intorno al 62 d.C., e la seconda durante la sua ultima prigionia, quando sapeva di essere prossimo alla fine. Timoteo fu a capo della chiesa di Efeso per molti anni.

Tito: Paolo aveva lasciato Tito a guidare la chiesa di Creta durante una visita successiva al suo rilascio dagli arresti domiciliari. La lettera contiene istruzioni pratiche per un saggio governo della chiesa.

Filemone: Questa breve lettera esorta Filemone a riprendere con sé Onesimo, uno schiavo fuggitivo che aveva conosciuto Paolo e si era convertito al cristianesimo. Paolo gli chiede di offrire a Onesimo una seconda occasione, proprio come Gesù l’aveva concessa allo stesso Filemone. Paolo non poteva cambiare la struttura sociale della schiavitù, ma poteva iniziare a minarne le fondamenta.

Lettere di San Paolo »

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